venerdì 16 settembre 2011

Con gli alberi in città ci si guadagna
da Santa Monica (in California)
consigli per un Assessore all'Ambiente.
Chissà quale sarà il guadagno, in molti avranno maliziosamente pensato leggendo il titolo di questo post. In Italia infatti quando si parla di guadagni legati agli alberi solitamente non ci si riferisce a quelli che gli alberi, esseri viventi respiranti e apportatori di ombra e bellezza , possono apportare alla comunità ma a quelli personali (o chissà magari a quelli necessari per finanziare campagne pubblicitarie di partiti politici) fatti di nascosto talvolta "intrallazzando" con il vivaio amico di turno sulla partita di nuovi alberi da sistemare, alberi che rigorosamente dopo quattro, cinque anni che sono stati piantati muoiono per poi esser così rimpiantati e produrre di nuovo guadagni (un abitudine che dovrebbe presto essere cancellata da quello che è stato definito "bilancio arboricolo" proposto nell'ottimo "Disegno di legge sulla valorizzazione del verde negli spazi urbani" presentato dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, già passato al Senato e che dopo esser approvato dalla Camera diventerà legge). Ma come avrete capito non è su questo aspetto negativo della gestione del verde urbano che vogliamo oggi concentrare la nostra attenzione, ma sulla possibilità e capacità (concreta e reale ed espressa in dollari) del guadagno che piantare e manutenere alberi comporta a una comunità di cittadini. Manutenere gli alberi, una voce che ancora oggi in Italia sembra dimenticata. Si piantano alberi, si investono soldi per alberare strade, piazza, parchi, però poi la mancanza di investimenti sulla manutenzione li lascia morire o ammalare (per intervenire per esempio frettolosamente con capitozzature convenienti - se poto un albero ogni quattro anni invece di due risparmio- permettendo così ai patogeni funginei di insediarsi nell'albero e cariarlo). Un pò come dire, faccio nascere quindicimila bambini che poi lascio in mezzo alla strada, magari sotto i ponti, senza nutrimento, tanto poi che mi frega se dopo quattro anni più della metà sono morti (eh si perchè gli alberi quando si piantano hanno una garanzia di due-tre anni, come le lavatrici) ne "faccio rinascere" degli altri. Il video che postiamo e che ci piacerebbe che tutti gli amministratori e gli Assessori all'Ambiente dei Comuni, delle Regioni e delle Province italiane guardassero (aiutateci a far si che questo succeda) proviene dalla California, in particolare dalla città di Santa Monica, è parlato in inglese ma realizzato con immagini e disegni ( e cifre) facilmente comprensibili. La bellezza degli alberi presenti lungo le alberate di Santa Monica (per non parlare poi degli stupendi viali alberati di palme) ci serva per riflettere : investire sugli alberi serve ed è cosa primaria. Noi già lo sapevamo, molti amministratori colpiti da dendrofobia e smania di sicurezza sembrano però ancora oggi dimenticarlo, aiutiamoli a farglielo ricordare.






The Value of Trees from Sustainca on Vimeo.

mercoledì 13 luglio 2011

Emergenza Psilla lerp.
A rischio la vita di tutti gli Eucalipti italiani.
Ecco l'appello al Presidente della Repubblica
inviato dal Comitato Regionale Apicoltori Sardi.

E' emergenza per tutti gli Eucalipti italiani, visto che un parassita importato dall'Australia dal nome difficile Glycaspis brimblecombei, chiamato più semplicemente "Psilla lerp" li sta uccidendo un po' alla volta. La Psilla lerp è un insetto capace di provocare grossi danni alle piante attaccate, insediandosi a livello fogliare dove le forme giovanili provvedono a costruire delle coperture molto simili a quelle realizzate dalle cocciniglie e chiamate “lerps” . I danni possono andare dalla defogliazione alla morte dell'albero (possono uccidere un albero di Eucalipto in tre anni, prima però, e già dopo un anno gli impediscono la fioritura). Finora ha attaccato diverse piantagioni di Eucalipto (in particolare l' Eucalyptus camaldulensis Dehnh. ) in diverse regione italiane: Sardegna, Sicilia, Calabria, Agro Pontino. Piantagioni realizzate all'inizio del secolo e oramai italianizzate, usate sia per l'importante opera di barriera frangivento che per la produzione del miele di Eucalipto. Diverse sono state in questi ultimi mesi da parte delle Associazioni di apicolturi italiani (che rischiano così di vedere scomparire per sempre la produzione italiane di miele d'Eucalipto) le richieste inviate alle autorità, sia regionali. Postiamo oggi quella inviata dal Comitato Regionale Apicultori Sardi al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano per richiedere un intervento immediato che arresti l'azione distruttrice della Psilla lerp. In particolare si richiede il permesso di importare dall'America un insetto antagonista il Bliteus phyllaephagus che potrebbe occuparsi di ridurre la presenza degli insetti divoratori e distruttrici. Ecco il testo dell'appello che potete leggere per intero a questo link :

Al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano

Oggetto: grave parassitosi specie arborea Eucalyptus in Sardegna e nel Meridione d’Italia. Rischio di scomparsa della specie e chiusura aziende coinvolte.

" Il parassita di origine australiana Psilla Lerp, dopo aver infestato California (1998 ), Messico (2003), Sud America (2005 – 2008), Portogallo, Spagna e Nord Africa (2008) è segnalato a Marzo 2010 in Sardegna e a Giugno 2010 in Campania, da dove dilagherà nel resto del Meridione. Purtroppo per ampie ricerche effettuate tramite internet il parassita è in grado di uccidere le piante defogliandole (documentazioni da California, Messico, Argentina già inviate ai Ministeri Ambiente ed Agricoltura). In Sardegna, nelle zone più colpite, le piante stanno già morendo. I settori produttivi pesantemente colpiti saranno quello agricolo ed agrumicolo (distruzione fasce frangivento e conseguente danneggiamento delle colture protette), e quello apistico con la mancata produzione del miele di Eucalyptus. Per detti settori è prevista una contrazione produttiva del 50 – 60%. Gravi disagi invece (sostanze collose in caduta) sono già in atto nel settore turistico ove l’Eucalyptus è utilizzato per le ombreggiature nei Campeggi e Villaggi Turistici. Soluzione La soluzione del problema, come già realizzato con successo nel 1999 in California e Messico dall’Università della California, comporta l’utilizzo di una tecnica di lotta biologica ovvero della diffusione nei territori colpiti dell’antagonista del parassita Psilla Lerp, ovvero dell’insetto in grado di tenerlo sotto controllo biologico, il mite Bliteus Psyllaephagus, rinvenibile in California presso l’Università UC California Berkeley - Riverside. Tuttavia la soluzione completa del problema è solo nelle Sue mani per quanto di seguito: Un DPR del 2003 il n. 120 del 12/03/2003 modificante un precedente DPR il n. 357 del 1997 ha con l’art. 12 bloccato di fatto ogni possibilità di controllo biologico di organismi nocivi introdotti accidentalmente da altre aree del mondo. Quanto sopra a differenza di tutti gli altri paesi europei che hanno previsto un percorso autorizzativo in deroga per introdurre antagonisti naturali delle specie nocive. Le chiediamo pertanto l’adeguamento della legislazione vigente, nel pieno rispetto delle norme di massima tutela ambientale, consentendo, previe verifiche di impatto ambientale, l’utilizzo di questi preziosi ausiliari per la protezione delle colture agrarie e dei sistemi forestali. Il presidente di un’Organizzazione Nazionale Apicoltori ci ha notificato che per modificare un DPR ne occorre un altro e un anno e mezzo di tempo. Se così sarà le piante delle zone più colpite moriranno. Necessita un suo intervento immediato con modifica immediata del DPR n. 120 del 2003 affinché l’insetto antagonista possa essere introdotto prima dei caldi primaverili che ne amplificherebbero notevolmente l’espansione. Tutto è nelle Sue mani Presidente, le nostre aziende e i nostri dipendenti. Abbiamo notificato in Regione, Ministero Agricoltura e Ambiente, presso cui sono dal 02.02.11 depositate le relazioni tecniche. Ma solo la Sua immediata decisione può salvare quelle piante e le economie connesse. Così sarà dato anche il via libera ad una vera possibilità di lotta biologica nel nostro paese consentendo di incrementare l’agricoltura biologica e favorendo la via d’uscita dai fitofarmaci che tanto inquinamento al territorio e danni alla salute comportano. Si potranno anche così creare nuove opportunità di lavoro, con le cosiddette Biofabbriche che andranno a costituirsi per allevare insetti utili anche per altre patologie già presenti o in arrivo da altre parti del mondo. Lavorando finalmente all’interno delle logiche e delle armonie della natura e non contro di esse".



venerdì 15 aprile 2011

Domenica 17 Aprile 2011
gira su Facebook
una palma macchiata di rosso.

Domenica 17 Aprile 2011 in occasione della domenica delle palme il gruppo di Respiro Verde ha promosso su Facebook, il social network più diffuso nel mondo, un'iniziativa di protesta per denunciare l'assenza delle istituzioni per ciò che riguarda la devastante epidemia del punteruolo rosso che sta distruggendo il patrimonio paesaggistico delle palme italiane. Protestiamo in particolare perchè nonostante i ripetuti appelli usciti su numerosi articoli su giornali , da parte del Governo Italiano non c'è stata la volontà di considerarla un’emergenza, e questo poichè molto probabilmente per i nostri attuali governanti le palme non vengono considerate un bene paesaggistico culturale di primaria importanza, legato all’immagine del nostro paese nel mondo, ma vengono relegate allo stesso livello di frutti o vegetali malati. In questo momento la situazione delle palme italiane è ormai disperata, per alcuni fuori controllo, tra qualche mese – nel periodo estivo- migliaia di altre palme verranno attaccate e divorate dalle larve voraci del punteruolo rosso. Noi pensiamo che il Governo italiano potrebbe e dovrebbe intervenire per decretare lo stato di emergenza nazionale per l’epidemia del Punteruolo Rosso Rhynchophorus ferrugineus Olivier un richiesta che se emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri porterebbe :
- allo stanziamento di fondi statali a cui possano accedere gli Enti locali e i proprietari privati per salvare le palme dalla morte certa;
-ad individuare un immediato e simultaneo protocollo d’azione a livello nazionale che, coordinando le forze attualmente disponibili (esperti, agronomi,ricercatori), permetta di intervenire preventivamente sulle palme ancora sane e per abbattere quelle ormai irrecuperabili;
- istituire centri di raccolta e di smaltimento efficaci;
-non penalizzare i privati e fornire loro informazioni sulle possibilità di intervento per contrastare il coleottero.
Per questo che modificheremo la nostra immagine del profilo su Facebook con una palma macchiata di rosso (quella della foto in questo post) e la terremo così fino a Lunedì 18 Aprile 2011.
Partecipa alla protesta , facciamo sì che su Facebook circolino le palme rosse della protesta e dell’indignazione. Cambia l’immagine del tuo profilo con la palma macchiata di rosso per vincere l’indifferenza e salvare, ancora per quello che si può, le palme italiane.

lunedì 29 novembre 2010

Respiro verde cresce.
Il 24 Febbraio del 2008 a Roma nella Sala Conferenze dello Shangri là, in via Algeria nel moderno quartiere dell’Eur, è nato, grazie a un gruppo di venti cittadini, esasperati dai continui maltrattamenti riservati agli alberi, in particolar modo in città , Respiro Verde, un movimento, più propriamente una lega ( così specifica il suo nome) che nei suoi propositi tendesse ad unire tutte le persone interessate a mettersi in moto per la difesa degli alberi. Sul volantino informativo in bianco e nero con due bambini che sbucavano da un tronco cavo di un albero si poteva leggere:
“ Soffri nel vedere come gli alberi vengono trattati in città? Sei convinto che per ciò che riguarda la manutenzione (abbattimento, tagli, potature) degli alberi in città si possa fare meglio e di più? Ti piacerebbe avere un punto di riferimento (fisso- trasparente, con un sito e un’organizzazione forte e motivata) per le prossime battaglie in difesa degli alberi in città? Se hai risposto si a tutte queste domande, hai tempo da dedicare alla cura degli alberi, e pensi che questo sia necessario per il tuo e il nostro futuro partecipa a Respiro verde. “A distanza di due anni, e visti gli ultimi eventi che stanno caratterizzando la sorte degli alberi in Italia, nasce da parte di diversi cittadini ed amanti degli alberi la necessità e l’esigenza di trasformare l’esperienza di Respiro Verde nella formazione di un’organizzazione (un’associazione, o una Onlus, con un suo statuto e un consiglio direttivo) che trovi nel tempo su tutto il territorio italiano la possibilità di organizzare (attraverso campagne, battaglie, manifestazioni) una difesa per difendere gli alberi : un patrimonio paesaggistico fatto di cultura e bellezza , ma allo stesso tempo, ombra ed ossigeno. Un’organizzazione che sia anche di riferimento (con un sito, una mail, un telefono, con persone che danno consigli tecnici, legali, etc,) per tutte quelle persone che amano gli alberi e non sanno a chi rivolgersi quando vedono subire tagli ingiustificati o maltrattamenti agli alberi che gli vivono accanto (e che magari vivevano lì da tanti anni).
Per la creazione dell’Associazione ci sarà bisogno di persone motivate e sensibili alla causa degli alberi interessate ad impegnare (per lo meno per il primo anno) una piccola parte del proprio tempo libero alla creazione di un gruppo di lavoro ( composto dalle dodici alle quindici persone) e una rete che abbia come fine la difesa degli alberi. Attraverso degli incontri e delle riunioni preparatorie (nelle quali stabiliremo i contenuti e le modalità di svolgimento del lavoro) potremo così arrivare alla formulazione dello statuto e alla creazione ufficiale dell’associazione per i primi mesi (marzo/aprile) del prossimo anno.

lunedì 15 novembre 2010

Fermiamo lo scempio
degli alberi monumentali.
Amputata la Roverella dei Colli di San Pietro
che si trova alle falde del Monte Vico Alvano
nella Penisola Sorrentina
(età stimata quattrocento anni)
Pubblichiamo il comunicato stampa di denuncia da parte della sezione WWF Penisola sorrentina in merito al taglio arbitrario fatto nel mese di Novembre 2010 alla branche di una Quercus pubescens secolare , albero monumentale dalle dimensioni notevoli e dall'aspetto straordinario. Un'occasione per riflettere su quanto ancora oggi in Italia il patrimonio degli alberi monumentali, una risorsa culturale e paesaggistica di valore inestimabile, sia continuamente a rischio e di come sia necessario proteggerlo e mantenerlo attraverso leggi, risorse economiche ed interventi mirati ed attenti. Quello che non ha fatto la natura in centinaia di anni riesce a farlo l'uomo con una motosega in pochi minuti. Evitiamo che questo succeda e continui a succedere.

" Con i suoi circa 5 metri di circonferenza del tronco, un diametro della chioma di quasi 30 metri e un età stimata di diversi secoli, la Roverella dei Colli di San Pietro, alle falde del Monte Vico Alvano, rappresenta senza ombra di dubbio l’esemplare arboreo vivente più vetusto di “Quercus pubescens” presente sull’intera territorio della Penisola sorrentina. L’albero, censito dal WWF Penisola Sorrentina e tenuto sotto attenta osservazione da oltre 25 anni, è stato di recente inserito nella pubblicazione “Gli Alberi Secolari in Campania - testimoni viventi della storia” realizzato col contributo della Regione Campania ed in collaborazione col Corpo Forestale dello Stato. Ogni anno un gruppo di ragazzini siede alla base della Roverella e recita i versi di Trilussa, impegnandosi a rispettare e a far rispettare la Natura. Alle spalle della quercia si staglia il famoso Castello Colonna che fu dimora prima di una Abbazia Benedettina nel 1080 e poi del Principe Eduardo Colonna Doria del Carretto nel 1855. Il Monte Vico Alvano è stato nel passato già oggetto di una violenta trasformazione urbanistica che ne ha snaturato le caratteristiche naturali con la nascita, attorno al Castello, di un vasto complesso residenziale e la progressiva trasformazione del bosco in “parco urbano”. Nell’estate del 2007 la montagna fu attraversata dall’ennesimo devastante incendio boschivo che ne ha gravemente compromesso la preziosa vegetazione della macchia mediterranea ma il grande Patriarca, che vegeta nella parte bassa, è sopravvissuto anche all’ultima calamità “innaturale”. La grande quercia, però, non è sopravvissuta al verdetto agronomico di amputazione delle sue enormi branche! L’albero, infatti, che si presentava con portamento basso e chioma espansa ha, di recente, subito il taglio di alcuni lunghi e spettacolari rami, che si dipartivano paralleli al suolo per decine di metri e ne conferivano un aspetto unico nel suo genere, prendendo a pretesto la presenza dell’insetto Cerambix cerdo L., coleottero nero con lunghe antenne noto più comunemente come Cerambice delle Querce. “Riteniamo che l’intervento poteva essere evitato – dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – e, anzi, i tagli effettuati costituiranno ora la “strada di accesso” per ulteriori attacchi di Cerambicidi, già presenti sulla pianta, che depongono le loro uova proprio attraverso le ferite da taglio. Le larve che nascono, dopo aver svernato tra la corteccia, si portano nel legno ove scavano gallerie ascendenti che divengono sempre più grosse man mano che la larva cresce provocando nei tronchi fori e gallerie fino a ridurre in groviera il legno infestato. Dopo i tagli effettuati, oltre ad aver perso gran parte del suo secolare fascino, la grande Roverella di Vico Alvano è da considerarsi ancora più a rischio. Quando si ha a che fare con esemplari arborei tanto vetusti e spettacolari e di enorme valore culturale e storico, l’atteggiamento e l’approccio più corretto dovrebbe essere quello di fare di tutto per conservarne la forma e la struttura. Di esempi in tal senso se ne trovano parecchi nel resto di Italia e d’Europa. Nella città di Milano, ad esempio, la grande Quercia Rossa di Piazza XXIV Maggio, o quella dei Giardini Pubblici di Palestro, presentava analoghe problematiche, la soluzione è stata, oltre alla lotta mirata agli insetti, quella di apporre, sotto i lunghi rami orizzontali, delle semplici “grucce” o “stampelle” appositamente costruite, in legno o in acciaio, per reggere le spettacolari branche ed evitare che, in caso di degenerazione del tessuto legnoso, esse potessero costituire pericolo per le persone che sotto vi transitano. Nel caso della Roverella di Vicalvano stiamo parlando di un monumento vivente, di un patriarca arboreo, di un albero che, nonostante i 4 secoli di età, si trova a meno della metà del suo ciclo vitale. Non è possibile andare ad “amputare” un tale colosso senza snaturarne la sua stessa forma e struttura” .



WWF Penisola Sorrentina

venerdì 15 ottobre 2010

Stolti reami
"Gianni che ne dici di un bel centro multimediale, dentro Villa Borghese, negozi, palestra, piscina, cinema, una sala da concerti e un mega parcheggio sotterraneo" "Che fico, così quando piove i nostri ragazzi sapranno dove andare" "Certo e poi stanne certo ci sarà da guadagnare per tutti..."

domenica 3 ottobre 2010

Volantino
Diversi di questi volantini sono stati attaccati nella centrale Via Dante a Palermo.
Ne abbiamo fotografato uno e inserito nel blog.
Meditate gente, meditate.