venerdì 10 luglio 2009

Venerdì Respiro
Incontro informale di Respiro Verde
in una terrazza romana in una calda sera d’estate

Venerdì 17 Luglio 2009 alle ore 21
ci incontreremo in una terrazza di Monteverde in maniera informale per riprendere (in questo periodo nel quale sempre più c’è bisogno di difendere e prendersi cura degli alberi) il discorso di Respiro Verde, un movimento per la difesa degli alberi (in particolare per quelli che vivono in città) nato il 24 Febbraio 2008 in una riunione pubblica che si è svolta a Roma nella Sala Conferenze dello Shangri là in Via Algeria 141, zona Eur. La serata sarà un'occasione per pensare a nuovi progetti e scadenze per il prossimo autunno/inverno. Attualmente Respiro Verde manda avanti (in maniera del tutto gratuita e senza nessun sostegno economico) questo blog che si occupa di segnalare casi di taglio, attacco, danneggiamento di alberi e rispondere a domande che riguardano argomenti legati alla legislazione degli alberi (distanza, norme, regolamenti etc…). Un blog che ha superato i suoi confini locali per essere apprezzato e seguito in tutta Italia.
Per partecipare all’incontro , basta mandare una mail all’indirizzo
e vi risponderemo con le coordinate del luogo dove ci incontreremo.
Buona Estate a tutti
sempre
"dalla parte degli alberi"

lunedì 29 giugno 2009

Nuovi marciapiedi
Vs Ombra degli olmi : 0-3

No al taglio degli olmi in Viale Ciusa a Nuoro

Il progresso si sa implica delle scelte , scelte spesso spinte dai cittadini, che sempre più si fanno convincere dagli amministratori che l'ordine , la scomparsa della terra, con nuovi viali e marciapiedi piastrellati con le ultime novità in fatto di rivestimento, secondo una logica estetica che tende sempre più a trasformare gli esterni in interni in maniera innaturale e artificiale, sia bene e meglio. Pertanto si tagliano alberi antichi , si risistemano i viali , si toglie terra si fanno bellissimi marciapiedi e al posto degli alberi (quelli veri con tronchi robusti, rami e foglie) spuntano degli alberelli, messi lì più come oggetti d'arredo che altro e destinati a vita breve (visto che senza terra gli alberi difficilmente possono crescere e vivere). Un taglio e rinnovo si può comprendere per alberi arrivati a fine ciclo vitale (che per questo motivo potrebbero essere a rischio caduta) ma non è questo il caso degli olmi: alberi robusti e longevi (possono vivere per centinaia di anni) che (insieme al tiglio) proprio per le caratteristiche della loro chioma sono tra gli alberi che maggiormente apportano ombra. E l'ombra soprattutto in una città battuta dal caldo estivo come Nuoro è "merce preziosa" che va tenuta in considerazione quando si fanno nuove scelte per migliorare gli spazi vivibili in città. Pertanto riportiamo quest'appello dei cittadini di Nuoro che si stanno battendo per impedire il taglio di 10 olmi con 60 anni di vita a Viale Ciusa (nella foto) a Nuoro e invitiamo l'assessore che sta portando avanti questa sua poco considerata decisione di tagliare gli alberi di pensarci molto, ma molto attentamente. Caro Assessore se toglierà gli olmi a Viale Ciusa a Nuoro magari avrà un marciapiede più bello ma per i prossimi dieci anni chi rimborserà i cittadini dell'ombra persa?
Maggiori informazioni e adesioni su Facebook sul gruppo

Gli olmi di Viale Ciusa a Nuoro: una memoria storica che va preservata.

"Circa 60 anni fà venne realizzato un viale alberato...circa 10 olmi, che ora per provvedimento di organi superiori del Comune di Nuoro vogliono abbattere per realizzare un nuovo marciapiede con dei parcheggi per soddisfare le esigenze di alcuni commercianti del viale a discapito però di tutta la collettività...... Riporto qui di seguito un messaggio lasciato da una persona che ha assistito alla nascita del viale e che è cresciuto con questo angolo di verde che caratterizza una delle vie più belle di Nuoro....e che meglio descrive lo stato d'animo di tantissime persone... "la non piu' giovane eta' mi consente di ricordare quando, al posto di una discarica di terra ed altro, fu realizzato il Viale che, allora, ci parve bellissimo con le sue panchine e gli alberelli messi a dimora. Per noi, ragazzi di Monte Longu, era uno spasso percorrerlo in bicicletta o, al sicuro del primo marciapiedi urbano, a piedi fino alla chiesetta de Sa Solidai."

sabato 30 maggio 2009

Riceviamo dagli Amici di Villa Borghese
di Roma
Insieme nella Valle dei Platani
Mercoledì 3 giugno alle ore 11.00
Raduno d'emergenza a Villa Borghese nella Valle dei Platani vicino agli scavi. I bulldozer stanno avvicinandosi al primo dei 10 antichi platani, nonostante le promesse delle autorità. Andate sulla pagina di Facebook degli Amici di Villa Borghese per vedere le immagini e le dimensioni degli scavi in un sito protetto dall'Unesco e definito di Interesse Comunitario dalla Ue.
Siete chiamati tutti a intervenire. Nascerà per la prima volta un fronte unito dei comitati cittadini. Saranno presenti anche vari Municipi e circoscrizioni. Ognuno intervenga con urgenza al raduno, coi propri stendardi e in rappresentanza dei propri interessi. Ci rafforzeremo a vicenda. Ma soltanto se saremo in grande numero.
Vi aspettiamo. Grazie
Gli Amici di Villa Borghese
Per maggiori informazioni

domenica 12 aprile 2009

Quanti gradi in più ci saranno quest'anno nell'estate Romana?

Una delle conseguenze del radicale piano potature del Comune di Roma è quella di ridurre drasticamente la superficie dell'apparato fogliare di una grande quantità di alberate cittadine. E questa riduzione, che si avvertirà in particolar modo nel periodo ravvicinato della potatura (visto che gli alberi ci metteranno un po di tempo- almeno un anno- per riprodurre il loro apparato fogliare) a partire cioè da metà giugno, quando il termometro salirà sopra i 30 gradi, interesserà in particolar modo i due processi fondamentali degli alberi che servono in città per contenere le ondate di calore : l'ombreggiatura (proporzionale alle quantità e alla grandezza delle foglie. Per fare un esempio : provate a stare ad agosto sotto un tiglio frondoso o sotto un platano potato e capitozzato e misurate la differenza in gradi centigradi) e la termoevapotraspirazione quel processo prodotto dalle foglie degli alberi fondamentale nel contenere le ondate di calore in città . Così spiega l'agronomo del Cnr Rita Baraldi : «La vegetazione è un potente elemento di regolazione del clima. Le piante riflettono circa il 20% dell’energia solare in arrivo e ne usano un ulteriore 48% per le loro attività metaboliche. Grazie al processo di evapotraspirazione, inoltre, sono in grado di ridurre la temperatura in maniera sensibile.Un po’ come accade al corpo umano quando suda. A questo si aggiunge l’effetto di ombreggiamento che gli alberi garantiscono e che contribuisce ulteriormente a far scendere la colonnina di mercurio. In un parco metropolitano di New York si è rilevata una temperatura fino a tre gradi inferiore rispetto al centro cittadino, e sono ormai diversi i progetti di rinverdimento avviati in Giappone, in Germania e nelle Americhe per contenere l’effetto dell’isola di calore urbana». Ridotta la quantità di foglie che servono a produrre l'evapotraspirazione negli alberi non avremo come conseguenza di quella che l'Assessore all'Ambiente De Lillo ha definito secondo le sue parole una " vera e propria offensiva delle potature. In solo un mese e mezzo abbiamo raggiunto un vero e proprio record sono stati potati 6892 piante per recuperare un ritardo nella nostra città di dieci anni" la sorpresa di avere una città molto più calda e assolata? Nessuno forse ricorda o sà? (speriamo che la prima ipotesi sia quella vera) tra i nuovi "paladini della sicurezza e del progresso" che una volta a Roma si piantavano olmi proprio per le loro chiome ombrose sotto le quali ci si riposava e ci si rinfrescava? ( Provate anche oggi a stare sotto un Olmo frondoso ad Agosto - quei pochi che son rimasti nelle ville non ancora interessate dai "piani di messa in sicurezza" - e capirete la differenza). "La gatta frettolosa fece i gattini ciechi" così dice il proverbio consigliando saggezza e moderazione. Un proverbio che dovrebbe ricordarci che spesso approntare programmi e offensive senza fare i conti con la storia (in questo caso quella della città) può portare a conseguenze opposte a quelle dalle quali si parte. L'estate comunque è più vicina di quel che sembra , armiamoci di termometri ed iniziamo a controllare la temperatura che sale, misuriamola e poi vediamo la differenza con quella dell'estate passata. Ci piacerebbe arrivare ad ottobre e dire "scusate ci siamo sbagliati!"
Sempre a proposito di potature a Roma postiamo l'articolo di Antonio Carbone (scrittore sempre attento e presente per ciò che riguarda la politica degli alberi a Roma) uscito il 22 Marzo 2009 su MagazineRoma. It dal titolo :
La Circonvallazione Clodia, la potatura degli alberi, il misterioso comitato “Roma rinasce” e il reato grave.
di Antonio Carbone

"Circonvallazione Clodia è un’ampia e trafficata strada di Roma che si dirama da piazzale Maresciallo Giardino fino al punto in cui interseca via Trionfale. Con un buon passo si percorre in venti minuti. E’ quello che ho fatto per rendermi conto del lavoro di potatura eseguito dal Comune e di cui il comitato “Roma rinasce” si è sentito in dovere di informare la cittadinanza: “Potate 110 robinie sulla Circonvallazione Clodia dopo 12 anni”, è scritto testualmente sul manifesto. La giornata è fredda ma luminosa. L’aria tersa, per il vento di tramontana, rende la visione ancora più schietta. Non è un gran bello spettacolo da vedere: se lungo lo spartitraffico i platani si presentano completamente capitozzati, ai lati di entrambi i marciapiedi, invece, spiccano per lo più i tronchi recisi di molti alberi con gli anelli di accrescimento ben visibili. Qualche sospetto, in verità, lo avevo già avuto prendendo visione di una lettera pubblicata sulle pagine della cronaca di Roma di Repubblica in cui veniva denunciata “L’ennesima mattanza di alberi sulla circonvallazione Clodia, dopo circonvallazione Trionfale”. La lettera portava in calce la firma di una donna. Combinazione, mentre mi aggiro intorno a questi alberi mutilati, trovo un’altra donna a farmi notare che forse non erano tutti da abbattere. C’è poco da meravigliarsi: è risaputo che le donne, molto più degli uomini, hanno il pollice verde. Non che siano completamente immuni, intendiamoci, da gesti di crudeltà ai danni della natura. Solo qualche mese fa un’agenzia di stampa riportava la storia di una donna romena, da anni in Italia, condannata da un Tribunale del suo Paese a tre anni senza condizionale per il taglio di due alberi. Del resto era il provvedimento particolarmente severo a far assurgere il fatto, di per sé poco rilevante, agli onori della cronaca dal momento che, come sosteneva il difensore della donna, in Italia una pena simile viene inflitta per reati gravi. E tutte queste potature “mal fatte” non sono forse un grave reato? mi sono chiesto, ricordandomi questo episodio, quando sono arrivato in fondo alla strada."
Ai posteri l'ardua sentenza
Il 12 Gennaio di quest'anno abbiamo inviato al Sindaco, all'Assessore all'Ambiente e al direttore del Servizio Giardini del Comune di Roma una lettera per avere delucidazioni sul piano potature messo in atto dall'Assessorato all'Ambiente. Su You Tube abbiamo trovato due video che trattano di questo. A voi "l'ardua sentenza".
La lettera
Oggetto: Potature delle alberate urbane di Roma.
Il nostro movimento ha appreso la notizia, diffusa dalla stampa, che nel documento di bilancio in discussione in aula Giulio Cesare sono stati stanziati 3,5 milioni di Euro per la potatura degli alberi della nostra città. Comprendiamo che i recenti tristi fatti di cronaca e i cambiamenti climatici che rendono più violente le piogge impongono la messa in sicurezza delle alberature della nostra città. Abbiamo purtroppo avuto modo di riscontrare come negli ultimi anni questi delicati interventi siano stati fatti molto male, probabilmente da addetti con pochissima esperienza.Le conseguenze di tale situazione possono essere molto gravi, non solo per la salute delle piante stesse, ma proprio per le ragioni che riguardano la sicurezza. Gli alberi infatti più che potati vengono di solito capitozzati e spesso nella stagione sbagliata se non addirittura durante la fioritura. Il nostro movimento dispone di competenze scientifiche sufficienti a sapere che le capitozzature possono essere molto rischiose in quanto rendono molto fragili i nuovi rami e non più in grado di resistere al vento. Segnaliamo, solo per fare qualche esempio le olmate di viale Ippocrate che sono state completamente danneggiate da tale sistema di potatura o i Lecci della Fao (anche se in quest'ultimo caso su terreno privato ed effettuato da una ditta privata). Non mancano, ovviamente, esempi positivi: la potatura realizzata nel Parco di Via Flaminia infatti ci è sembrata ben fatta. Le nostre preoccupazioni però non possono essere lenite dai riscontri positivi dei quali pure vogliamo dare atto. Con la presente dunque intendiamo chiedere alle Istituzioni in indirizzo chi si occuperà di fare questi interventi? Sicuramente il lavoro verrà dato in appalto, ma vorremmo sapere quali indicazioni queste società riceveranno per la potatura e ancora che tipo di formazione saranno richieste agli operatori di queste società? E soprattutto, nel caso di subappalto si accerterà da parte del Comune che le società utilizzeranno personale competente e qualificato?
I Due video



martedì 7 aprile 2009

Salviamo la Farnia più grande di Roma!

Gli umani trovano risorse per innalzare "alberi morti" e alzano le braccia al cielo quando si tratta di trovare mezzi e risorse per salvare alberi secolari vivi. Questa ( forse in un modello più piccolo) è la gru che servirà per sollevare la quercia secolare del Quadraro che ( ad occhio) ha una circonferenza di almento otto metri.

L'intervento è costoso ma possibile! Tutto sta nel visualizzarlo prima e nel crederci. Quale uomo sarà così impavido da attaccare con una motosega il tronco di un patriarca di 400 anni sdraiato per terra e ancora vivo?

In un solo giorno, con una gru come questa possiamo sperare e far tornare a vivere per altri cent'anni un albero grande e maestoso, che ha visto scorrere sotte le sue fronde quattrocento anni di storia, resistito ai rastrellamenti dei nazisti e che è stato atterrato in questi giorni moderni dalla malvagità degli uomini e del loro attaccamento al denaro. Un giorno di passione, solidarietà e speranza che potrà regalare ai nostri nipoti un monumento naturale vivente.